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Zorro: il cane verde dipinto con spray tossico.

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Immagine di Team Animal House -
Team Animal House -
Immagine dell'autore
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Dipingere un cane con spray tossico è un atto di violenza.

Non una battuta a effetto, ma la dichiarazione diretta di chi si occupa ogni giorno di maltrattamenti sugli animali. Ed è proprio da qui che parte la storia di Zorro, un cane diventato virale – suo malgrado – per un dettaglio impossibile da ignorare: era completamente verde. Quando il cucciolo è stato avvistato per le strade di Ronda, in Brasile, in molti hanno pensato a una trovata pubblicitaria, o a uno scherzo da social. Il pelo acceso, verde brillante, attirava sguardi e smartphone come una calamita. Ma dietro l’effetto wow c’era ben poco da ridere: un cane randagio, tinto con vernice spray tossica, al seguito di un senzatetto in cerca di elemosina.

La sua storia ha rapidamente superato i confini locali, riportando l’attenzione su un tema tanto semplice quanto ignorato: l’abuso sugli animali può assumere forme inaspettate — e colorate.

Un cane dipinto per catturare l’attenzione

Nei giorni precedenti al salvataggio, diversi abitanti di Ronda avevano notato il cane in compagnia di un uomo senza fissa dimora e un secondo cane. Il dettaglio che ha fatto scattare l’allarme? Non era la prima volta che lo si vedeva con quella colorazione.

Secondo alcune testimonianze, la tinta sarebbe stata usata per richiamare l’attenzione dei passanti, magari con l’obiettivo di aumentare le offerte. L’idea potrebbe sembrare ingegnosa in termini di visibilità, ma è anche un campanello d’allarme: quando gli animali diventano strumenti da “vetrina”, spesso finiscono col pagare un prezzo alto.

 

Chi è intervenuto: un salvataggio in stile… civico

A intervenire sono stati i volontari del progetto Paraná Contra os Maus-Tratos aos Animais, coordinato dal poliziotto federale Matheus Laiola, figura conosciuta in Brasile per il suo impegno nella tutela degli animali. A raggiungere fisicamente il cane è stata la consigliera comunale Teka dos Animais, che ha confermato l’urgenza del recupero.

Zorro non aveva microchip né collare e non sembrava avere un proprietario identificabile. È stato immediatamente trasferito alla clinica Hpet di Curitiba, dove attualmente riceve cure veterinarie.

Vernice tossica: non è uno scherzo

La colorazione verde non era una tinta temporanea né un prodotto pensato per il pelo animale. Il cane è stato spruzzato con vernice spray tossica, inadatta persino al contatto con la pelle umana.

“Dipingere un cane con spray tossico è un atto di violenza. Punto.”, ha dichiarato Matheus Laiola.

“Chi lo ha fatto dovrà risponderne davanti alla legge.”

Secondo i veterinari e i soccorritori, sostanze di questo tipo possono causare intossicazioni, problemi respiratori, allergie cutanee e forte stress, anche a lungo termine.

Una denuncia ufficiale: si tratta di maltrattamento

A seguito del salvataggio, la Polizia Civile del Paraná ha avviato un’indagine per maltrattamento animale, reato previsto dal codice penale brasiliano. E anche se il caso ha preso una piega giudiziaria, gli attivisti coinvolti sottolineano l’importanza di un cambiamento culturale.

“Serve giustizia, ma anche educazione e rispetto per chi non ha voce”, ha commentato Teka dos Animais, rilanciando il tema della responsabilità individuale e collettiva.

 

Zorro oggi: tra cure e fiducia da ricostruire

Nonostante i bagni e le attenzioni veterinarie, le macchie verdi sul pelo di Zorro sono ancora visibili. Un ricordo tossico — in tutti i sensi — che racconta molto più di un semplice incidente. Il cane si trova attualmente presso la clinica Hpet di Curitiba, dove riceve cure mediche specifiche e un costante monitoraggio.

Secondo la consigliera Andressa Bianchessi, che sta seguendo il caso:

“Questo cane ha bisogno non solo di cure fisiche, ma di riscatto. Ricostruire la fiducia è parte fondamentale del suo percorso.”

Zorro è oggi in cerca di una nuova famiglia: una che lo accolga per ciò che è, senza filtri — né vernice — e con un po’ più di rispetto.

Non è il primo cane “a colori”, e probabilmente non sarà l’ultimo

Quello di Zorro non è un caso isolato. Nei mesi scorsi, altri animali hanno attirato l’attenzione mediatica per le loro colorazioni insolite: come Rainbow, il cane dipinto a macchie, o Luna, diventata rosa. Anche lì, dietro l’apparenza originale, si nascondeva una forma di sfruttamento meno evidente ma altrettanto problematica.

Quando l’effetto scenico supera il rispetto, gli animali rischiano di diventare oggetti, travestimenti viventi, proiezioni creative di qualcun altro. Ed è proprio in casi come questi che vale la pena ricordare con chiarezza: dipingere un cane con spray tossico è un atto di violenza. Non un gioco, non una trovata curiosa, ma una violazione concreta del loro benessere.

Federica Vergnano Rasmussen

 

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