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Lava il cane all’autolavaggio: incastrato dalle telecamere.

Lava il cane all’autolavaggio: incastrato dalle telecamere.

Immagine di Team Animal House -
Team Animal House -
Immagine dell'autore
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Sembra una notizia inventata, ma purtroppo è tutto vero: un uomo di 57 anni, residente a Biella, ha deciso che lavare il suo cane all’autolavaggio fosse una buona idea. Con tanto di schiuma attiva e lancia ad alta pressione. Il tutto ripreso in un video che ha fatto il giro delle caserme e portato a una denuncia per maltrattamento e abbandono di animali.

La storia è finita sui giornali e ha indignato i lettori. Ma oltre allo sconcerto, apre una riflessione più ampia: perché ancora oggi molti non sanno come prendersi cura di un animale domestico?

Ecco tutto quello che possiamo imparare da un gesto tanto assurdo quanto rivelatore. Perché, come dice la nostra frase chiave, lavare un cane non è come lavare un’auto.

Il fatto: l’autolavaggio diventa toelettatura (ma solo nella mente dell’autore)

Il 13 agosto, in un autolavaggio di Biella, un uomo è stato ripreso mentre insaponava il suo cane con la schiuma dell’impianto, per poi risciacquarlo con la lancia ad alta pressione. Le immagini, consegnate il giorno dopo ai Carabinieri Forestali del NIPAAF, hanno portato a un’indagine immediata.

La razza del cane non è stata resa nota, ma si parla di un esemplare di piccola taglia, legato durante tutto il trattamento.

Il cane, per fortuna, non ha riportato conseguenze fisiche, ma lo shock – mentale e sensoriale – è difficile da quantificare. Perché no, la pressione dell’acqua non è un massaggio rilassante.

 

Il contesto legale: cosa rischia chi maltratta un animale

Grazie all’intervento del NIPAAF e del Nucleo Operativo Radiomobile di Biella, il 57enne è stato identificato e convocato alla presenza di un veterinario dell’ASL locale.

Il cane, microchippato e registrato, è stato sottoposto a visita medica. Nessuna lesione, ma l’articolo 544 ter del Codice Penale parla chiaro: anche solo causare sofferenza non necessaria a un animale può configurare un reato.

L’uomo è stato denunciato in stato di libertà per maltrattamento e abbandono di animali.

Cosa non fare MAI quando si lava un cane

Se il gesto ti ha lasciato basito, bene: vuol dire che hai un minimo di buon senso. Ma a scanso di equivoci, ecco una lista di cose da NON fare mai durante la toelettatura:

1. Usare attrezzature ad alta pressione

Non sei in un’officina. La pelle dei cani è più sensibile della nostra, soprattutto in razze piccole o a pelo corto.

2. Utilizzare detergenti non specifici

La schiuma attiva per auto è pensata per togliere il catrame, non il fango da una zampetta. I prodotti per la cura del pelo canino sono pH bilanciati e privi di agenti irritanti.

3. Legare il cane durante il lavaggio in modo coercitivo

Il lavaggio dev’essere un momento rilassante. Forzarlo con lacci, ganci o corde è solo un modo per aumentare il disagio.

 

Cosa fare invece per una toelettatura a prova di coda scodinzolante

1. Lavare il cane con acqua tiepida e a bassa pressione

Una doccetta morbida, magari con un getto regolabile, è più che sufficiente. E sì, serve pazienza.

2. Usare prodotti specifici per cani

Oggi esistono shampoo delicati, spray districanti, persino shampoo secchi per situazioni d’emergenza. Il mercato è ampio, anche per i padroni meno esperti.

3. Creare un rituale di cura

Il momento del bagno può diventare una coccola, non una tortura. Parla con il cane, premialo, crea un ambiente sicuro. Magari con un tappetino antiscivolo.

Il ruolo delle telecamere (e dei cittadini) nella tutela animale

Il video che ha incastrato l’uomo è stato realizzato da un cittadino, che ha avuto la prontezza di documentare l’evento e rivolgersi alle autorità. Un comportamento che andrebbe promosso: chi assiste a episodi di maltrattamento deve sentirsi in dovere di segnalarli, senza temere ritorsioni.

La presenza sempre maggiore di telecamere di sorveglianza ha reso questi episodi più visibili e meno impuniti. Ma la vera prevenzione parte dall’educazione e dalla cultura del rispetto.

 

Lavare un cane non è come lavare un’auto

L’episodio di Biella non è solo un caso isolato di ignoranza e crudeltà. È un campanello d’allarme che ci ricorda quanto sia importante educare, sensibilizzare e intervenire.

Perché lavare un cane non è come lavare un’auto. E chi pensa il contrario ha bisogno di più di un manuale per la toelettatura. Ha bisogno di capire che avere un animale comporta responsabilità, empatia e rispetto.

 

Federica Vergnano Rasmussen

 

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