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5 cani estinti che hanno fatto la storia.

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Immagine di Team Animal House -
Team Animal House -
Immagine dell'autore
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Parliamoci chiaro: i cani estinti sono un po’ come quelle band cult degli anni ’80 che oggi ricordano solo i veri appassionati. Un tempo erano sulla cresta dell’onda, allevati e selezionati con passione (o crudeltà, in certi casi), oggi invece li ritroviamo solo nei libri di storia o nei dipinti vittoriani.

In questo articolo vi racconto 5 razze di cani che non esistono più, tra storie curiose, selezioni genetiche finite male e mode canine che non hanno retto al passare dei secoli.

Spoiler: non troverete nessuna “razza aliena” o leggende metropolitane, ma storie vere che ci ricordano quanto l’uomo abbia avuto un ruolo fondamentale sia nella nascita che nella fine di molte razze.

English White Terrier: il cane bello ma sordo

Se pensate che la moda abbia rovinato solo le passerelle di Milano, sappiate che anche a Londra nell’Ottocento non scherzavano. L’English White Terrier, infatti, era il cane bianco perfetto da esibire alle prime esposizioni canine. Peccato che i suoi problemi genetici (come la sordità diffusa e la famosa “testa a mela”) abbiano reso la razza un vero flop.

Verso il 1894 l’esperimento si concluse male e la razza sparì. Un lascito però c’è: senza l’English White Terrier, non avremmo avuto i Bull Terrier. Insomma, una razza che ha fatto la comparsa, ha lasciato un cameo importante e poi è uscita di scena.

 

St. John’s Water Dog: il nonno dei Retriever

Originario del Canada, il St. John’s Water Dog era il compagno ideale dei pescatori di Terranova. Forte, bravo in acqua e con un carattere docile, veniva usato per recuperare reti e pesci.

Il problema? Le tasse canine imposte nel XIX secolo e gli incroci con altre razze lo portarono lentamente all’estinzione. Gli ultimi due esemplari morirono negli anni ’80, entrambi maschi.

Ma non piangete troppo: da questo cane discendono i Golden Retriever, i Flat-Coated e i Labrador. Se oggi avete un Labrador che vi guarda con quegli occhioni imploranti a cena, sappiate che dovete ringraziare lui.


Old English Bulldog: nato per combattere i tori

L’Old English Bulldog è la prova vivente (o meglio, estinta) che gli esseri umani in passato avessero un gusto discutibile per gli spettacoli. Allevato in Inghilterra per il bull-baiting, una pratica che consisteva nel mettere cani contro tori, era forte, aggressivo e instancabile.

Questi cruenti spettacoli erano talmente popolari che persino la regina Elisabetta I li organizzava come intrattenimento di corte. Con la messa al bando del bull-baiting nel 1835, la razza perse la sua “funzione” e, pian piano, scomparve. Da lui derivano però molte razze moderne come il Bull Terrier e l’American Pit Bull Terrier.

 

North Country Beagle: il cacciatore dimenticato

Se pensate che il Beagle di oggi sia l’unico protagonista della storia, vi sbagliate. Prima c’era il North Country Beagle, un cane da caccia diffuso nello Yorkshire e capace – secondo l’Enciclopedia Britannica del 1809 – di “abbattere un branco di lepri”.

Era più grande e possente del Beagle moderno, ma la sua storia è stata segnata dagli incroci con altre razze fino alla completa sparizione nel XIX secolo. È un po’ come quel gruppo rock di provincia che suonava bene ma non ha mai inciso un disco.


Norfolk Spaniel: il cane più comune d’Inghilterra (che non c’è più)

Oggi tutti conoscono lo Springer Spaniel Inglese, ma pochi sanno che discende dal Norfolk Spaniel, detto anche Shropshire Spaniel. Tra Ottocento e Novecento era considerata la razza più comune d’Inghilterra, utilizzata soprattutto nelle battute di caccia.

Con il tempo però, complici gli incroci e la selezione di nuove linee più specializzate, anche il Norfolk Spaniel è sparito. Un destino ironico per il cane che, almeno fino all’età vittoriana, era “l’amico a quattro zampe di tutti”.

 

Quando i cani finiscono nei libri di storia

Le storie dell’English White Terrier, del St. John’s Water Dog, dell’Old English Bulldog, del North Country Beagle e del Norfolk Spaniel ci ricordano che i cani estinti non sono solo una curiosità da manuale di cinofilia. Sono il risultato delle mode, delle esigenze (o dei capricci) umani e di scelte che hanno inciso sul futuro delle razze canine.

Se oggi conviviamo con Labrador, Retriever, Spaniel e Terrier, è anche perché altre razze non ce l’hanno fatta. Una sorta di selezione naturale… ma pilotata dall’uomo.

Alla fine, i cani estinti ci insegnano una cosa: anche in cinofilia, ciò che oggi è di tendenza domani può diventare solo un ricordo.

– Federica Vergnano Rasmussen

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