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La statua di Tombili a Istanbul ricorda il gatto più famoso di Kadıköy

La statua di Tombili a Istanbul ricorda il gatto più famoso di Kadıköy

Immagine di Team Animal House -
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Immagine di Tempo di lettura: 4 minuti
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La statua di Tombili a Istanbul riproduce una scena apparentemente semplicissima.

Un gatto appoggiato al marciapiede, una zampa distesa davanti al corpo e quell’aria rilassata di chi sembra avere tutto il tempo del mondo per osservare ciò che accade intorno.

Quella posizione trasformò Tombili, gatto di strada del quartiere Ziverbey di Kadıköy, in uno degli animali più riconoscibili del web.

Ma prima dei meme, delle condivisioni e delle fotografie viste in tutto il mondo, era soprattutto uno dei gatti del quartiere.

Gli abitanti lo conoscevano, lo nutrivano e incontravano regolarmente quel musetto paffuto lungo le strade che considerava casa.

La fotografia che trasformò Tombili in una celebrità

Non servì una storia costruita per renderlo famoso.

Bastò una foto.

Tombili era appoggiato al bordo del marciapiede in una posa quasi umana: schiena rilassata, una zampa sostenuta dal gradino e lo sguardo rivolto verso la strada.

Sembrava osservare i passanti con la calma di chi conosce perfettamente il proprio quartiere.

L’immagine iniziò a circolare online, venne trasformata in meme e raggiunse utenti ben oltre i confini della Turchia.

Tazze di tè, bicchieri e altri elementi vennero aggiunti digitalmente davanti a lui, ma il dettaglio che faceva sorridere era già tutto nella fotografia originale.

 

“Tombili non aveva bisogno di fare nulla di straordinario: gli bastava stare seduto a modo suo per farsi ricordare.”

La fama internazionale non cancellò il rapporto con il luogo in cui viveva.

Per gli abitanti di Ziverbey rimase quel gatto tranquillo e inconfondibile che faceva parte della vita quotidiana della strada, molto prima di diventare un fenomeno di internet.

Fonte: 24Zampre – Il Sole 24 ORE

Fonte: 24Zampre – Il Sole 24 ORE

Un gatto di quartiere amato dagli abitanti

Tombili trascorse la propria vita tra le strade di Kadıköy, in un contesto particolare come quello di Istanbul, città conosciuta anche per il rapporto quotidiano tra cittadini e gatti liberi.

Non aveva bisogno di appartenere formalmente a una sola persona per essere riconosciuto.

Il quartiere si prendeva cura di lui.

Commercianti e residenti gli davano da mangiare, lo incontravano abitualmente e conoscevano il suo carattere rilassato.

Persino il nome raccontava qualcosa del suo aspetto: “Tombili” viene comunemente utilizzato in turco come soprannome affettuoso per indicare qualcuno di morbido o paffuto.

Dietro il gatto diventato virale, quindi, c’era una forma di appartenenza diversa:

non una singola casa, ma una strada intera che lo considerava parte del proprio paesaggio.

Dopo la sua morte arrivano 17.000 firme

Nell’agosto del 2016 Tombili morì dopo un periodo di malattia.

Nel quartiere comparve un messaggio di addio e la notizia raggiunse rapidamente anche le persone che lo avevano conosciuto soltanto attraverso internet.

A quel punto nacque un’idea:

lasciare Tombili esattamente dove tutti lo ricordavano.

Una petizione online chiese al Comune di Kadıköy di realizzare una statua in suo onore. La campagna raccolse circa 17.000 adesioni e l’amministrazione accolse la proposta.

Non sarebbe stato raffigurato in una posa solenne.

Niente piedistalli monumentali.

La scelta fu molto più fedele alla sua storia: ricreare quel momento sul marciapiede che lo aveva reso famoso.

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Seval Şahin ricrea la sua posa più famosa

A realizzare gratuitamente l’opera fu la scultrice turca Seval Şahin.

Per studiare correttamente l’anatomia del gatto consultò testi specializzati e utilizzò anche un altro felino come riferimento durante la lavorazione.

La statua venne realizzata in bronzo, materiale scelto per resistere all’esposizione all’aperto.

Il 4 ottobre 2016, in occasione della Giornata mondiale degli animali, Tombili tornò simbolicamente nel suo quartiere.

Seduto.

Appoggiato.

Con quella stessa espressione impassibile diventata famosa online.

La statua non lo rende più importante di quanto fosse stato in vita: rende visibile il posto che aveva già conquistato nella memoria delle persone.

Quando perfino il furto della statua mobilitò la città

La storia ebbe anche un episodio inatteso.

Nel novembre dello stesso anno, appena un mese dopo l’inaugurazione, la statua venne rubata.

La notizia provocò proteste sui social e forte indignazione tra gli abitanti.

Pochi giorni dopo l’opera fu ritrovata nelle vicinanze e, dopo l’intervento del Comune di Kadıköy, venne sistemata nuovamente al suo posto.

Anche quell’episodio mostrò quanto Tombili fosse ormai diventato qualcosa di più di un semplice meme.

Portare via la sua statua significava togliere al quartiere un piccolo pezzo della propria storia.

Fonte: Wikipedia

Fonte: Wikipedia

Cosa resta davvero

Tombili non salvò vite, non stabilì record e non ebbe bisogno di appartenere a una celebrità per diventare famoso.

Fece qualcosa di molto più semplice.

Visse in un quartiere che imparò a riconoscerlo e ad affezionarsi a lui.

Poi una fotografia portò quella presenza quotidiana dall’altra parte del mondo.

Oggi chi passa per quella strada di Kadıköy può ancora trovare un gatto appoggiato al marciapiede, immobile nella posizione che lo rese celebre.

La statua di Tombili racconta quindi qualcosa che va oltre internet.

Ricorda quanto un animale possa diventare parte dell’identità di un luogo anche senza avere una casa nel senso tradizionale del termine.

Perché Tombili apparteneva alla strada.

Ma, soprattutto, quella strada aveva scelto di appartenere un po’ anche a lui.

 

Autore: Mauro Calabrese

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