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My Disabled Hairy Friends aiuta i cani disabili di Koh Samui

My Disabled Hairy Friends aiuta i cani disabili di Koh Samui

Immagine di Team Animal House -
Team Animal House -
Immagine di Tempo di lettura: 6 minuti
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A Koh Samui, in Thailandia, ci sono cani che non possono correre, cani che non vedono, cani che trascinano le zampe posteriori, cani che convivono ogni giorno con paraplegia, cecità o deficit neurologici. Sono animali fragili, spesso difficili da gestire, e proprio per questo rischiano di restare invisibili più di tutti.

È per loro che nasce My Disabled Hairy Friends, conosciuto anche come MDHF, un rifugio dedicato ai cani con disabilità fisiche fondato da Sybille Mörch. La sua missione è offrire a questi animali non solo assistenza, ma un luogo sicuro, stabile e pieno d’amore dove possano vivere con dignità.

Sybille, ex medico in Germania, ha trasferito la sua esperienza e la sua sensibilità nel mondo della tutela animale. Quello che per molti sarebbe solo un cane “troppo difficile”, per lei diventa una vita da accompagnare con competenza, pazienza e cura specialistica.

Un rifugio per chi rischia di non avere nessuno

Un cane disabile, soprattutto in un contesto con molti cani liberi, parte spesso da una condizione di enorme svantaggio. Se non riesce a camminare bene, se non vede, se ha problemi neurologici o se ha bisogno di cure costanti, anche le azioni più semplici diventano complicate: cercare cibo, trovare riparo, evitare pericoli, difendersi, spostarsi dal sole all’ombra.

A My Disabled Hairy Friends, questi cani trovano una risposta diversa. Non vengono guardati solo attraverso il loro limite, ma attraverso quello che possono ancora vivere. Il rifugio offre loro protezione, assistenza quotidiana, attenzione medica e un ambiente accogliente pensato per animali che hanno bisogni molto specifici.

Il contesto di Koh Samui rende questo lavoro ancora più importante. Le fonti disponibili indicano che sull’isola i cani randagi sono storicamente molto presenti, con una popolazione cresciuta anche per la mancanza, in passato, di programmi strutturati di sterilizzazione e controllo.

 

“Un cane disabile non è una vita a metà. È una vita che chiede un modo diverso di essere amata.”

Questa frase racconta bene il cuore di MDHF. La disabilità non cancella la personalità di un cane, non cancella il suo bisogno di contatto, non cancella la sua voglia di sentirsi al sicuro. Cambia solo il modo in cui bisogna prendersene cura.

Un cane paraplegico può avere bisogno di essere sollevato, pulito, controllato ogni giorno. Un cane cieco ha bisogno di spazi sicuri, routine stabili e persone capaci di guidarlo senza spaventarlo. Un cane con deficit neurologici può richiedere monitoraggio, gestione paziente e cure continue.

Ed è qui che il lavoro di Sybille diventa così prezioso. Perché la cura vera non è solo salvare un cane nel momento dell’emergenza. È restare anche dopo, quando servono tempo, fatica, risorse e una forma di amore molto concreta.

Fonte: PiratinViaggio

Fonte: PiratinViaggio

Chi è Sybille Mörch e perché il suo lavoro è così importante

Sybille Mörch non arriva a questa missione come semplice amante degli animali. Il suo passato da medico in Germania le dà uno sguardo diverso: più clinico, più attento ai bisogni fisici, più abituato a leggere fragilità, dolore, recupero e assistenza quotidiana.

Questa competenza, unita alla passione per gli animali, diventa la base di My Disabled Hairy Friends. Nel rifugio, i cani non vengono solo accolti: vengono osservati, seguiti, aiutati a vivere nel modo più sereno possibile, dentro un ambiente costruito intorno alle loro condizioni.

È una forma di cura che richiede lucidità. Perché questi cani non hanno bisogno di pietà, ma di gestione corretta, spazi adeguati, igiene, supporto veterinario e persone preparate. Non basta volerli bene. Bisogna sapere come aiutarli ogni giorno.

La realtà dei cani fragili in Thailandia

In Thailandia, il tema dei cani liberi è ampio e complesso. I cosiddetti soi dogs, cioè cani di strada o di quartiere, vivono spesso a stretto contatto con comunità locali, turisti, volontari e associazioni, ma non sempre hanno accesso stabile a cure, sterilizzazioni e protezione.

Questo significa che un cane sano può già trovarsi in difficoltà. Ma un cane disabile rischia ancora di più. Un animale che non cammina bene, che non vede o che ha problemi neurologici non può competere con gli altri per il cibo, non può fuggire facilmente da un pericolo e non può adattarsi con la stessa rapidità.

Per questo realtà come MDHF non sono solo rifugi “speciali”. Sono presidi fondamentali per quegli animali che, senza una presa in carico dedicata, avrebbero pochissime possibilità di sopravvivere o di vivere con una qualità di vita dignitosa.

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Cosa significa aiutare un cane disabile

Aiutare un cane disabile non significa semplicemente metterlo al sicuro. Significa entrare in una routine fatta di pulizia, medicazioni, controlli, terapie, movimento assistito, prevenzione delle piaghe e gestione del dolore. È un lavoro quotidiano, spesso invisibile, ma essenziale.

Un cane paraplegico, ad esempio, può aver bisogno di supporti per muoversi, superfici adatte, attenzione costante alla pelle e all’igiene. Un cane cieco può avere bisogno di punti di riferimento stabili. Un cane con deficit neurologici può avere reazioni imprevedibili, difficoltà motorie o necessità di monitoraggio più frequente.

La Thailandia ha introdotto nel 2014 una legge nazionale sul benessere animale, pensata per contrastare crudeltà, abbandono e negligenza. Ma tra la legge e la vita concreta di un cane fragile c’è spesso uno spazio enorme, che viene riempito proprio dal lavoro quotidiano di volontari, rifugi e associazioni.

Un rifugio sicuro, ma anche una casa

La parola “rifugio” può far pensare a un luogo di emergenza. Nel caso di My Disabled Hairy Friends, però, il senso sembra andare oltre. Per molti di questi cani, MDHF non è solo un passaggio temporaneo: è il luogo dove possono finalmente essere accettati per quello che sono.

Qui un cane che non cammina non viene definito solo dalla sua paralisi. Un cane cieco non viene ridotto alla sua mancanza di vista. Un cane con problemi neurologici non diventa semplicemente “un caso difficile”. Ogni animale viene guardato come un individuo intero, con bisogni, paure, abitudini e possibilità.

Questa è la parte più potente della storia: MDHF non offre solo assistenza. Offre un ambiente in cui cani che altrove sarebbero considerati troppo fragili possono vivere felici, curati e protetti, senza dover essere “perfetti” per meritare amore.

Fonte: Leggo.it

Fonte: Leggo.it

Cosa resta davvero

La storia di My Disabled Hairy Friends non parla solo di cani disabili a Koh Samui. Parla del modo in cui scegliamo di guardare le vite più fragili, quelle che richiedono più tempo, più risorse e più pazienza.

Sybille Mörch ha costruito un progetto che nasce dalla cura e dalla competenza: un luogo dove cani paraplegici, ciechi o con deficit neurologici non vengono messi da parte, ma accompagnati in una quotidianità possibile. Non una vita “perfetta”, forse, ma una vita piena di attenzione, protezione e dignità.

E forse è proprio questo il messaggio più importante: il valore di un cane non dipende da quanto corre, da quanto vede o da quanto è facile da gestire. Dipende dallo sguardo di chi decide che anche una vita fragile merita spazio, tempo e amore. Perché ogni cane, anche quello che cammina diversamente, resta una vita intera.

 

Autore: Mauro Calabrese

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