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I cani di Tiziano Ferro e il suo impegno per le adozioni

I cani di Tiziano Ferro e il suo impegno per le adozioni

Immagine di Team Animal House -
Team Animal House -
Immagine di Tempo di lettura: 6 minuti
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Nella vita di Tiziano Ferro, i cani non sono mai stati soltanto una presenza privata. Nel tempo sono diventati parte della sua famiglia e simboli di un impegno pubblico a favore delle adozioni.

Il cantante ha condiviso sui social ingressi in famiglia e addii dolorosi, utilizzando la propria visibilità per parlare degli animali che hanno meno possibilità di lasciare un rifugio.

La sua attenzione si è concentrata soprattutto sui cani adulti, anziani, abbandonati o segnati da esperienze difficili, spesso ignorati da chi cerca prevalentemente un cucciolo.

Le storie di Ellie, Beau, Jake e Gianni raccontano così un messaggio preciso: adottare non significa cercare l’animale perfetto, ma assumersi la responsabilità di una vita reale.

Dal dolore per Penny e Piper a una nuova scelta

Nel 2020 Tiziano Ferro e l’allora marito Victor Allen affrontarono la perdita di Penny e Piper, le due cagnoline che avevano condiviso con loro una parte importante della vita familiare.

Dopo quei lutti decisero di recarsi in un canile e offrire una nuova possibilità a due cani adulti.

Arrivarono così Ellie e Beau, due meticci simili a Dobermann di sette e otto anni.

Secondo quanto raccontato dal cantante, erano stati abbandonati perché non rispondevano alle aspettative di chi li aveva avuti: non erano considerati adatti alla caccia, alla difesa o alla riproduzione.

La loro età rendeva più difficile trovare una famiglia, ma fu proprio questa condizione a orientare la scelta di Ferro.

 

“Non cercava cani perfetti o più facili da mostrare. Cercava quelli ai quali quasi nessuno sembrava disposto a offrire un’altra possibilità.”

Presentando Ellie e Beau, il cantante invitò apertamente le persone a valutare l’adozione dei cani adulti, spesso destinati a rimanere più a lungo nei rifugi.

In quel periodo circolavano anche timori infondati sul rapporto tra animali domestici e Covid-19. Ferro ricordò che abbandonare un cane non rappresentava una forma di protezione, ma una decisione ingiustificata e crudele.

L’adozione non cancellava il dolore per Penny e Piper. Permetteva però di trasformarlo in una scelta concreta, offrendo casa e sicurezza ad altri animali.

Fonte: Leggo.it

Fonte: Leggo.it

Beau e la promessa di continuare ad adottare

La permanenza di Beau nella nuova famiglia durò soltanto pochi mesi.

La sua morte colpì profondamente Tiziano Ferro, che lo ricordò sottolineando quanto anche un periodo breve possa diventare una parte intensa della vita di una persona e di un animale.

Beau era stato adottato già adulto. Accoglierlo significava accettare che il tempo insieme avrebbe potuto essere più limitato rispetto a quello garantito dall’arrivo di un cucciolo.

Ma proprio questo è uno dei temi centrali sostenuti dal cantante: la durata prevista di una relazione non determina il suo valore.

Adottare un cane anziano significa offrirgli stabilità quando ne ha maggiore bisogno, senza chiedergli di essere giovane, sano o privo di un passato difficile.

Dopo la perdita di Beau, Ferro dichiarò che avrebbe continuato a scegliere cani adulti, permettendo a un altro animale di lasciare il canile.

Jake, il cane segnato dagli abbandoni

Nell’agosto 2020 entrò in famiglia Jake, chiamato affettuosamente anche Giaco o Giacomone.

Era un cane adulto proveniente dallo stesso rifugio di Beau. I due si erano conosciuti in canile e, dopo la morte dell’amico, Ferro decise di accogliere anche lui.

Jake venne descritto come un gigante di otto anni, ferito nel corpo e nel cuore, ma ancora capace di costruire fiducia.

Non veniva presentato come un animale da compatire, bensì come un cane con una storia difficile e una nuova possibilità davanti.

Morì nel gennaio 2022, dopo poco più di un anno nella nuova casa.

La sua perdita rafforzò ancora lo stesso messaggio: adottare un cane adulto può significare affrontare prima il dolore dell’addio, ma non rende meno importante il tempo trascorso insieme.

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Gianni, salvato quando sembrava non avere più tempo

Circa un mese dopo la morte di Jake, Tiziano Ferro annunciò l’arrivo di un altro cane.

Si chiamava Johnny, ma in famiglia venne ribattezzato Gianni. Aveva otto anni ed era stato abbandonato.

Secondo il messaggio pubblicato dal cantante, si trovava in un canile ed era finito nella lista degli animali destinati all’eutanasia perché nessuno aveva chiesto di adottarlo.

La sua età riduceva ulteriormente le possibilità di trovare una casa. Molte persone temono infatti che un cane adulto sia meno adattabile o possa offrire meno anni di compagnia.

Ferro trasformò ancora una volta un’adozione privata in un appello pubblico, ricordando che i cani anziani possono adattarsi, creare legami profondi e portare nella nuova casa una personalità già definita.

Gianni non venne presentato come il sostituto di Jake, ma come il modo per trasformare quella perdita nel nuovo inizio di un altro animale dimenticato.

Dalle scelte personali alle campagne pubbliche

L’impegno di Tiziano Ferro non si è limitato ai cani accolti nella propria casa.

Già nel 2012 aveva sostenuto la battaglia della LAV per i beagle di Green Hill, allevati per essere destinati alla sperimentazione.

Nel 2018 appoggiò una campagna per favorire l’adozione dei cani ospitati nel canile di Palermo, dando visibilità a centinaia di animali in cerca di una famiglia.

Nel 2021 diventò inoltre testimonial gratuito di “Code di casa”, campagna promossa dal Ministero della Salute.

L’iniziativa puntava a contrastare l’abbandono, promuovere le adozioni nei canili e nei gattili e diffondere una cultura del possesso responsabile.

Nei video della campagna, Ferro raccontava la propria esperienza e ricordava che chi non è più in grado di prendersi cura di un animale deve rivolgersi a strutture e professionisti, anziché abbandonarlo.

Il messaggio non era soltanto emotivo: accogliere un cane significa assumersi un impegno pratico, economico e affettivo destinato a durare per tutta la sua vita.

Fonte: Corriere della sera

Fonte: Corriere della sera

Cosa resta davvero

La storia dei cani di Tiziano Ferro non è soltanto un elenco di nomi e fotografie pubblicate sui social.

È il racconto di un rapporto con l’adozione costruito attraverso perdite, nuovi inizi e responsabilità ripetute nel tempo.

Ellie e Beau hanno mostrato che, dopo un lutto, il dolore può trasformarsi in una nuova possibilità.

Jake ha ricordato quanto un cane segnato dal proprio passato possa ancora costruire fiducia.

Gianni ha dato un volto agli animali adulti che, senza richieste, rischiano di diventare invisibili.

Le campagne sostenute dal cantante hanno poi portato queste storie oltre la dimensione privata, collegandole alla lotta contro abbandono, randagismo e adozioni superficiali.

La notorietà non rende automaticamente una persona esperta di benessere animale. Può però diventare uno strumento potente per orientare l’attenzione verso chi normalmente non viene visto.

Ed è forse proprio questo che resta davvero.

Tiziano Ferro non ha raccontato soltanto quanto i cani abbiano migliorato la sua vita.

Ha cercato di mostrare quanto una scelta umana consapevole possa cambiare la loro.

 

Autore: Mauro Calabrese

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