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I Bodega Cat: fuori legge, ma nel cuore di New York

I Bodega Cat: fuori legge, ma nel cuore di New York

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Tra amore, multe e rivoluzioni urbane

New York è una città che vive di contrasti: luci abbaglianti e strade oscure, skyline avveniristici e angoli vintage che sembrano rimasti sospesi nel tempo. Ma tra i suoi elementi più curiosi e affascinanti, c’è un fenomeno tutto da scoprire: quello dei Bodega Cats. Gatti “fuorilegge”, eppure più amati dei taxi gialli o delle bagel calde all’angolo.

Nascosti tra pile di snack, scaffali di sigarette e frigo pieni di bibite, questi felini sono diventati veri simboli di quartiere, soprattutto a Brooklyn, nel Bronx e a Manhattan. Ma nonostante il loro valore affettivo e il loro contributo “anti-topi”, la legge dello Stato di New York li considera fuori posto. E ora, una petizione popolare sta cercando di cambiare le cose.


Una presenza familiare, ma illegale 😿

Entrare in una bodega – quei piccoli minimarket aperti quasi 24/7 che punteggiano ogni isolato newyorkese – è come immergersi in una scena da film. Il neon tremolante, la musica latina in sottofondo, e lì, tra il pane e le riviste, una coda che si muove: è un Bodega Cat.

Eppure, la loro presenza è tecnicamente illegale. Le normative sanitarie del New York City Department of Health vietano animali in esercizi commerciali che trattano generi alimentari. Questo per prevenire contaminazioni e mantenere elevati standard igienici.

E quindi? Multe da 200 a 350 dollari possono colpire i commercianti, anche se nessuno si lamenta del micio che dorme pacifico sopra la macchina del caffè.


Ma allora perché tenerli?

I motivi sono tanti. Innanzitutto, i Bodega Cats sono una soluzione naturale e silenziosa per tenere lontani topi, scarafaggi e altri indesiderati visitatori notturni.

In secondo luogo, hanno un valore sociale inestimabile: creano comunità, attirano clienti abituali e turisti, e generano contenuti virali su TikTok, Instagram e Twitter.

👤 Come racconta Luis Morales, proprietario di una bodega a Bushwick, Brooklyn:

“Il mio gatto, Tito, è parte della famiglia. La gente entra solo per salutarlo. Lui sa chi è un cliente fedele. Ha più fan di me.”

Le star del web: Mimi, Leila e gli altri

Su TikTok e Instagram, l’hashtag #BodegaCat è un universo a sé. Uno dei casi più noti è quello di Mimi, una gatta bianca e grigia di Greenpoint (Brooklyn), che ha conquistato oltre 9 milioni di visualizzazioni per le sue abitudini da diva: dorme sulla cassa, segue i clienti, annusa tutto ciò che è nuovo.

Poi c’è Leila, trovata abbandonata in una bodega chiusa a Hell’s Kitchen. Il suo recupero è stato documentato da un gruppo di volontari locali ed è diventato virale, sensibilizzando molti sulla vulnerabilità di questi gatti.


Un movimento in difesa dei gatti delle bodegas 🐾✊

Il cuore pulsante di questo cambiamento si chiama Dan Rimada, fondatore di Bodega Cats of New York, una community online che celebra e documenta i gatti dei negozi.

Nel 2024 ha lanciato una petizione per la legalizzazione controllata di questi animali. Obiettivo? Creare un sistema di certificazione ufficiale, che permetta ai gatti di restare nei negozi in sicurezza e in salute, senza scontrarsi con la legge.

📋 La proposta include:

  • – Vaccinazioni obbligatorie
  • – Visite veterinarie periodiche
  • – Sterilizzazione
  • – Fondi pubblici o privati per le cure veterinarie
  • – Un corso online per negozianti, per garantire igiene e benessere animale

 


La petizione decolla 🚀

A oggi, la petizione ha raccolto oltre 11.000 firme. Il prossimo passo sarà la presentazione ufficiale al consiglio comunale di New York. Se approvata, potrebbe trasformarsi in una normativa pionieristica nel mondo.

“I gatti delle bodega sono un simbolo di New York City” – afferma Rimada – “Non possiamo permettere che vengano trattati come un problema. Sono una risorsa.”

Il progetto ha ricevuto l’appoggio di influencer, gruppi animalisti e alcuni membri del City Council. Alcuni ispettori, ufficiosamente, chiudono un occhio perché riconoscono il valore sociale di questi animali.


  • Il rischio dell’abbandono

    Ma il problema resta: finché la legge non cambia, i gatti delle bodegas restano in un limbo. Alcuni, quando i negozi chiudono, vengono abbandonati, come Leila. Altri non ricevono cure veterinarie adeguate perché i proprietari temono sanzioni.

    E intanto, la città rischia di perdere uno dei suoi simboli più autentici. In un’epoca di grattacieli di vetro e servizi a domicilio, i Bodega Cats rappresentano ancora il volto umano e caldo di New York.


    Una cultura da proteggere 🧡

    New York non è solo Times Square o Central Park. È anche quel negozietto all’angolo che ti vende caffè a qualsiasi ora, dove il gatto ti guarda come a dire: “Bentornato”.

    Il Bodega Cat è un guardiano silenzioso, un piccolo custode urbano. È il legame tra cliente e negoziante, tra passato e presente.

    Dagli artisti agli scrittori, dai turisti ai residenti, tutti hanno almeno un aneddoto legato a un gatto di bodega. E questa cultura merita di essere non solo raccontata, ma anche legalmente riconosciuta e protetta.


    In attesa di un futuro migliore 🐱🌆

    La sfida ora è normativa, ma anche culturale. La petizione ha acceso i riflettori, ma serve il sostegno della politica e dell’opinione pubblica per arrivare a un cambiamento vero.

    Nel frattempo, i Bodega Cats continueranno a fare ciò che sanno fare meglio: dormire nei posti più impensabili, rincorrere topolini immaginari e soprattutto strappare un sorriso a chi entra anche solo per un caffè.

    Perché, in fondo, a New York… anche un gatto può diventare una leggenda. 🐾

    – Elena Poggio

  •  

📌 Fonte: la zampa.it

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