A Bari, in piena estate, è scoppiato un nuovo caso legato alla presenza dei cani sul mare.
La vicenda nasce dopo alcune segnalazioni sull’accesso alle spiagge e, in particolare, sulla possibilità di camminare sulla battigia con il cane al guinzaglio davanti agli stabilimenti balneari. Secondo quanto riportato da Repubblica Bari, tra gli episodi segnalati c’è anche quello di un cittadino che avrebbe raccontato di essere stato invitato ad allontanarsi mentre passeggiava sul bagnasciuga con due Jack Russell.
Da qui è arrivato il chiarimento ufficiale di Comune di Bari e Capitaneria di Porto: la presenza di un cane condotto al guinzaglio sulla battigia non determina, di per sé, un divieto di transito.
Una precisazione importante, perché distingue due aspetti spesso confusi: l’area in concessione dello stabilimento e la battigia, cioè quella fascia che deve restare accessibile per il passaggio.
Il chiarimento di Comune e Capitaneria
Dopo le segnalazioni, la consigliera comunale delegata alla Tutela e al Benessere degli Animali, Silvia Russo Frattasi, ha avviato un confronto con la Capitaneria di Porto di Bari, guidata dal Contrammiraglio Donato De Carolis.
Dal confronto è emersa una linea chiara: bisogna garantire una corretta applicazione delle regole e, soprattutto, distinguere ciò che il gestore può disciplinare all’interno dello stabilimento da ciò che riguarda il libero transito sulla battigia.
Il Comune ha chiarito di non aver introdotto ulteriori limitazioni al passaggio dei cani al guinzaglio sul bagnasciuga. L’obiettivo dichiarato non è creare uno scontro tra cittadini e gestori, ma evitare interpretazioni diverse e rendere le regole più chiare per tutti.
“Il cane al guinzaglio può transitare sulla battigia: il divieto non può nascere da una scelta autonoma del singolo stabilimento.”
La frase chiave arriva proprio dalla Capitaneria.
Il Contrammiraglio Donato De Carolis ha spiegato che, in Puglia, la presenza di un cane al guinzaglio sulla battigia non comporta automaticamente un divieto di transito. La normativa regionale tutela infatti il libero e gratuito accesso alla battigia e il relativo passaggio, anche davanti agli stabilimenti balneari.
Questo non significa che ogni area sia libera da regole.
Significa però che un concessionario non può impedire il semplice transito sulla battigia sulla base di un divieto deciso autonomamente, se quel divieto non trova fondamento in norme o provvedimenti legittimi e correttamente comunicati.
Fonte: Instagram
Fonte: Instagram
Battigia e stabilimento non sono la stessa cosa
Il punto centrale della vicenda è proprio questo: non tutto ciò che si trova davanti a uno stabilimento può essere trattato come uno spazio completamente chiuso al passaggio.
L’area in concessione può avere regole interne.
La battigia, invece, ha una funzione diversa: deve permettere il transito libero e gratuito, anche per chi passa davanti ai lidi. La Regione Puglia, nella comunicazione sull’ordinanza balneare 2026, ha ribadito che i gestori devono consentire il libero transito e l’ingresso ai lidi per chi vuole accedere al mare.
Nel caso dei cani, quindi, la distinzione diventa fondamentale.
Un conto è entrare e sostare nello stabilimento con l’animale.
Un altro è camminare sul bagnasciuga con il cane al guinzaglio, senza fermarsi, senza creare problemi e rispettando le regole di convivenza.
Non è un “liberi tutti”
Questa notizia va raccontata bene, senza estremi.
Il chiarimento non significa che i cani possano fare qualsiasi cosa in spiaggia.
Significa che il semplice transito sulla battigia con cane al guinzaglio non può essere vietato in modo arbitrario.
Restano fondamentali alcune regole di buon senso: guinzaglio, controllo dell’animale, rispetto degli altri bagnanti, raccolta delle deiezioni e attenzione a eventuali disposizioni specifiche.
Chi vive con un cane lo sa bene: difendere un diritto non significa ignorare gli altri.
Significa esercitarlo con educazione, responsabilità e rispetto degli spazi condivisi.
Perché il tema divide così tanto
La presenza dei cani in spiaggia è uno di quei temi che accendono subito il dibattito.
Da una parte ci sono persone che chiedono più inclusione per gli animali domestici, soprattutto quando si tratta di un semplice passaggio sulla battigia.
Dall’altra ci sono bagnanti e gestori che temono problemi di igiene, sicurezza, convivenza o disturbo.
Il chiarimento di Bari prova a riportare la discussione su un punto concreto: non si parla di trasformare ogni spiaggia in un’area cani, ma di distinguere correttamente tra accesso, sosta e transito.
Questa distinzione è essenziale, perché evita sia i divieti eccessivi sia i comportamenti superficiali.
Una questione di regole, ma anche di cultura
La vicenda di Bari racconta qualcosa che va oltre il singolo episodio.
In Italia, sempre più famiglie vivono il cane come parte integrante della propria vita quotidiana. Questo porta inevitabilmente a nuove domande sugli spazi pubblici: spiagge, parchi, trasporti, strutture turistiche, luoghi condivisi.
Ma l’inclusione degli animali funziona solo se è accompagnata da regole chiare e persone responsabili.
Serve chiarezza da parte delle istituzioni.
Serve correttezza da parte dei gestori.
Serve attenzione da parte dei proprietari.
Perché un cane al guinzaglio che transita ordinatamente sulla battigia non dovrebbe diventare un problema. Ma allo stesso tempo, chi porta un animale con sé deve dimostrare rispetto, controllo e cura.
Fonte: ENPA
Fonte: ENPA
Cosa resta davvero
Il caso di Bari non è solo una piccola polemica estiva.
È un esempio di quanto sia importante conoscere le regole prima di trasformare un diritto in uno scontro.
Comune e Capitaneria hanno chiarito un punto preciso: il transito sulla battigia con il cane al guinzaglio non può essere vietato autonomamente dal gestore di uno stabilimento.
Questo non cancella le regole.
Le rende più comprensibili.
Per chi ha un cane, significa poter passare sul bagnasciuga con maggiore consapevolezza.
Per i gestori, significa distinguere meglio tra area in concessione e battigia.
Per tutti, significa ricordare che il mare è uno spazio da vivere con equilibrio, rispetto e responsabilità.
Perché la convivenza non nasce dai divieti improvvisati.
Nasce da regole chiare.
E dalla capacità di rispettarle senza dimenticare che anche gli animali, quando sono gestiti correttamente, possono far parte della vita degli spazi pubblici.
Autore: Mauro Calabrese