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Bacoli, il sindaco contro chi abbandona un cane in strada

Bacoli, il sindaco contro chi abbandona un cane in strada

Immagine di Team Animal House -
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Immagine di Tempo di lettura: 5 minuti
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Un cucciolo di pochi mesi è stato lasciato sul ciglio di una strada a Giugliano in Campania, tra rifiuti edili e materiali abbandonati.

Una scena durissima, ripresa dalle telecamere installate per contrastare gli sversamenti illeciti. Secondo le ricostruzioni, un uomo avrebbe scaricato rifiuti e poi avrebbe lasciato a terra anche il cane, prima di risalire in auto e andare via.

Il cucciolo è stato ritrovato spaesa­to, denutrito e disidratato, ma vivo. A salvarlo sono stati i Carabinieri Forestali, intervenuti dopo l’analisi dei filmati.

La vicenda ha poi coinvolto direttamente Bacoli, perché l’uomo identificato viene indicato come un imprenditore edile di 52 anni residente nel comune flegreo. Da qui la presa di posizione del sindaco Josi Gerardo Della Ragione, che ha promesso una risposta netta: quel cucciolo non resterà solo.

Un abbandono ripreso dalle telecamere

La storia colpisce perché non riguarda solo un cane lasciato in strada.

Riguarda un doppio gesto di inciviltà: da una parte l’abbandono di rifiuti, dall’altra l’abbandono di un animale indifeso.

Secondo il Corriere della Sera, le immagini mostrerebbero l’uomo mentre scarica rifiuti e, nello stesso momento, lascia anche un cucciolo di pochi mesi sul ciglio della strada.

Il punto più doloroso è proprio questo: un animale non è stato “perso”, ma lasciato lì.

Non davanti a una struttura.
Non affidato a qualcuno.
Non messo al sicuro.

Semplicemente abbandonato, in un luogo dove avrebbe potuto rischiare fame, sete, incidenti o totale disorientamento.

 

“Un cane non si lascia sul ciglio della strada: si protegge, si cura, si accompagna verso una casa sicura.”

La frase che ha fatto più discutere è arrivata dal sindaco di Bacoli.

Della Ragione ha annunciato che il Comune vuole riportare il cucciolo a Bacoli e trovare una famiglia pronta ad accoglierlo. Ha anche dichiarato che l’uomo indicato come responsabile, se in passato avesse lavorato per l’ente, non lavorerà più per il Municipio o nei cantieri comunali.

Una presa di posizione forte, che il sindaco ha collegato a un principio molto chiaro: chi abbandona animali e scarica rifiuti non mostra i requisiti etici per lavorare per un ente pubblico.

Fonte: La Stampa

Fonte: La Stampa

Il Comune vuole costituirsi parte civile

La risposta dell’amministrazione non si è fermata alle parole.

Secondo quanto riportato dal Corriere, il sindaco ha dato mandato agli uffici comunali di avviare le azioni necessarie per consentire al Comune di Bacoli di costituirsi parte civile in un eventuale processo.

Questo passaggio è importante perché sposta la storia da una semplice indignazione social a una possibile azione istituzionale.

Il messaggio è chiaro: l’abbandono di un animale non può essere trattato come una bravata o un gesto minore.

In Italia, l’abbandono di animali è un reato previsto dall’articolo 727 del Codice penale. La norma punisce chi abbandona animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività con l’arresto fino a un anno o l’ammenda da 1.000 a 10.000 euro.

Non solo abbandono: anche rifiuti

La vicenda è ancora più grave perché, secondo le fonti, il cucciolo sarebbe stato lasciato nello stesso contesto in cui venivano scaricati rifiuti di varia natura, indicati anche come rifiuti pericolosi in diverse ricostruzioni giornalistiche.

Questo dettaglio racconta una mentalità precisa: trattare ciò che non si vuole più come qualcosa da gettare via.

Prima i rifiuti.
Poi il cane.

Ma un animale non è uno scarto.
Non è un problema da scaricare.
Non è un peso da eliminare quando diventa scomodo.

È una vita vulnerabile, dipendente dalle decisioni umane.

Ed è proprio per questo che la storia ha generato una reazione così forte: perché mette insieme violenza verso l’ambiente e violenza verso un essere vivente indifeso.

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Il cucciolo e la seconda possibilità

La parte più importante, ora, riguarda il futuro del cane.

Della Ragione ha dichiarato la volontà di riportarlo a Bacoli e fare in modo che possa trovare una famiglia capace di offrirgli amore e stabilità.

Questa è la parte che merita più attenzione.

Perché un cane abbandonato non ha bisogno solo di essere “salvato” nel momento dell’emergenza.

Ha bisogno di visite veterinarie, sicurezza, recupero, tempo, pazienza e una famiglia adatta.

Un cucciolo lasciato in strada può portarsi dietro paura, stress e disorientamento.

Per questo il lieto fine non è soltanto trovarlo vivo.

Il vero lieto fine sarà trovargli una casa dove non venga mai più trattato come qualcosa da lasciare indietro.

Una storia che parla anche di responsabilità collettiva

Ogni estate, le storie di abbandono tornano a ricordarci una verità scomoda: non basta amare gli animali a parole.

Servono scelte concrete.

Servono controlli.
Servono denunce.
Servono microchip, sterilizzazioni, adozioni responsabili e famiglie consapevoli.

Ma serve anche una comunità che non resti indifferente.

In questa vicenda, le telecamere hanno permesso di identificare l’uomo. I Carabinieri Forestali sono intervenuti. Il sindaco ha preso posizione. Il Comune ha annunciato azioni. E il cucciolo ha avuto una possibilità.

Questo dimostra una cosa importante: quando le istituzioni, i controlli e la sensibilità pubblica funzionano insieme, un animale abbandonato può tornare visibile.

Fonte: Corriere del Mezzogiorno

Fonte: Corriere del Mezzogiorno

Cosa resta davvero

La storia del cucciolo abbandonato tra i rifiuti fa male.

Fa male perché mostra quanto possa essere fragile la vita di un animale quando finisce nelle mani sbagliate.

Ma racconta anche qualcosa di diverso: una risposta pubblica, netta, immediata.
Un cane è stato lasciato in strada.

Qualcuno lo ha trovato.
Qualcuno lo ha soccorso.
Qualcuno ha guardato i filmati.
Qualcuno ha deciso che quella storia non doveva finire lì.

Il sindaco di Bacoli ha scelto di trasformare l’indignazione in un messaggio chiaro: chi abbandona un animale non può essere considerato affidabile solo perché il gesto riguarda “un cane”.

Perché non riguarda solo un cane.

Riguarda il modo in cui una persona tratta ciò che è fragile.
Riguarda il rispetto della vita.
Riguarda il confine tra civiltà e indifferenza.

Quel cucciolo è stato lasciato sul ciglio di una strada.
Ora merita di essere accompagnato verso una casa.

E forse è proprio questo che resta davvero.
Un animale può essere abbandonato in pochi secondi.

Ma per restituirgli fiducia serve qualcosa di molto più grande:

cura, responsabilità e una comunità che scelga di non voltarsi dall’altra parte.

 

Autore: Mauro Calabrese

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