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Dave Bautista e i pitbull adottati che oggi hanno una casa

Dave Bautista e i pitbull adottati che oggi hanno una casa

Immagine di Team Animal House -
Team Animal House -
Immagine di Tempo di lettura: 5 minuti
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“Dave Bautista e i pitbull” non è solo una combinazione di parole diventata popolare sui social.

È il racconto di un legame reale tra l’attore ed ex wrestler e alcuni cani che, prima di trovare casa, avevano conosciuto abbandono, trascuratezza o bisogno di una seconda possibilità.

Bautista è conosciuto dal grande pubblico per il cinema, da Guardiani della Galassia a Dune, ma negli anni ha mostrato anche un lato molto diverso: quello di un uomo profondamente legato agli animali adottati.

Secondo ASPCA, oggi è il papà adottivo di quattro pitbull: Ollie, Maggie, Penny e Talulah, e usa spesso la propria visibilità per sostenere l’adozione, la tutela degli animali e il lavoro dei rifugi.

Ollie e Maggie, adottati insieme dopo l’abbandono

La storia più conosciuta comincia nel 2019, quando Bautista adottò Ollie e Maggie, due pitbull di 6 anni finiti in un rifugio della zona di Tampa.

Secondo FOX 13, i due cani erano stati consegnati al rifugio dopo l’arrivo di un bambino nella famiglia precedente. I volontari cercavano qualcuno disposto ad adottarli insieme, perché erano cresciuti l’uno accanto all’altra e separarli avrebbe significato togliere loro anche l’ultimo punto fermo.

Bautista decise di accoglierli entrambi.

Non uno solo.
Non il più facile.
Non il più “comodo”.

Entrambi.

E in quel gesto c’è il cuore della storia: alcuni cani non hanno bisogno solo di una casa, ma di qualcuno che capisca anche il legame che portano con sé.

 

“A volte adottare non significa scegliere il cane più semplice, ma quello che ha più bisogno di non essere lasciato indietro.”

Quando Ollie e Maggie entrarono nella sua vita, Bautista raccontò che quei cani avevano passato anni difficili e che da quel momento avrebbero vissuto circondati da amore, attenzioni e protezione.

Non era solo una frase tenera da social.

Era una promessa.

Perché accogliere due cani adulti, legati tra loro e con una storia pesante alle spalle, significa assumersi una responsabilità reale, fatta di tempo, pazienza, spazi sicuri e continuità.

Fonte: People.com

Fonte: People.com

Penny, la cucciola trovata con una catena nel collo

Nel 2021 arrivò un’altra storia durissima: quella di Sage, una cucciola di circa 3 mesi trovata in un cimitero mentre mangiava rifiuti.

Quando venne portata alla Humane Society of Tampa Bay, i veterinari scoprirono che aveva una catena metallica conficcata nel collo e dovettero intervenire con un’operazione d’urgenza.

Bautista vide la sua storia, la condivise e offrì anche una ricompensa di 5.000 dollari per trovare il responsabile del maltrattamento. In seguito decise di adottarla, cambiandole nome in Penny.

Questa parte racconta bene una cosa: la compassione non è solo commuoversi davanti a una foto.

È agire.

È dare visibilità.
È chiedere giustizia.
È aprire casa a un animale che ha conosciuto dolore troppo presto.

Talulah, la quarta pitbull arrivata in famiglia

Il quarto nome è Talulah.

La sua adozione ha una storia quasi cinematografica: durante un’intervista al Tonight Show, Bautista raccontò che Chris Pratt lo mise in contatto con Millie Bobby Brown, che stava cercando una casa per la cucciola.

Lui aveva già tre pitbull e inizialmente esitò. Poi vide la foto di Talulah e capì di essersi innamorato. Alla fine, la cucciola arrivò da lui e diventò il quarto membro della sua famiglia a quattro zampe.

Anche qui il punto non è la celebrità.

Il punto è la catena di persone che si attiva per trovare una casa a un animale.

Una segnalazione.
Una foto.
Un contatto.
Una scelta.

E una nuova vita che comincia.

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Perché proprio i pitbull

La storia di Bautista è importante anche perché riguarda una tipologia di cane spesso vittima di pregiudizi, paure e semplificazioni.

ASPCA ricorda che ogni cane va valutato come individuo, con la sua storia, il suo carattere, i suoi bisogni e il contesto in cui vive. Etichette e stereotipi possono pesare molto sul destino degli animali nei rifugi.

Questo non significa negare che ogni cane richieda gestione corretta, educazione e responsabilità.

Significa evitare l’errore opposto: giudicare un animale solo dal suo aspetto o dalla razza percepita.

Bautista, adottando pitbull e parlando pubblicamente di loro, contribuisce a mostrare un’altra immagine: cani capaci di amore, relazione e fiducia quando ricevono una casa adatta e persone responsabili.

Una voce usata per i cani dei rifugi

Bautista non si limita a raccontare i suoi cani.

Nel 2023 e nel 2024 ha collaborato con ASPCA per promuovere sostegno agli animali salvati e adozioni dai rifugi, anche durante campagne come GivingTuesday e Adopt a Shelter Dog Month.

ASPCA ha sottolineato che milioni di cani entrano ogni anno nei rifugi negli Stati Uniti, mentre molti restano in attesa di una famiglia, spesso con bisogni medici o comportamentali più complessi.

Ed è qui che la visibilità di una persona famosa può diventare utile.

Un post può generare attenzione.
Una storia può portare adozioni.
Una voce conosciuta può spingere qualcuno a guardare un cane che avrebbe ignorato.

Perché, per molti animali, essere visti è già il primo passo verso casa.

Fonte: People.com

Fonte: People.com

Cosa resta davvero

La storia di Dave Bautista e dei suoi pitbull non parla solo di un attore famoso che ama i cani.

Parla di seconde possibilità.

Ollie e Maggie avevano bisogno di restare insieme.
Penny aveva bisogno di cure, giustizia e protezione.
Talulah aveva bisogno di qualcuno che le aprisse una porta.

E oggi tutti loro hanno una casa.
Questa è la parte più forte.

Perché gli animali adottati non chiedono fama, lusso o riflettori.
Chiedono tempo, sicurezza, pazienza e qualcuno disposto a guardarli oltre la loro storia difficile.

Bautista ha scelto proprio quei cani che molti avrebbero potuto evitare: adulti, segnati, appartenenti a una tipologia spesso giudicata prima ancora di essere conosciuta.

E forse è proprio questo che resta davvero.
Non l’immagine dell’attore grande e forte con quattro pitbull accanto.

Ma l’idea che la forza, a volte, si riconosca da un gesto molto semplice:
scegliere chi ha più bisogno di essere scelto.

Autore: Mauro Calabrese

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