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Missy trova famiglia dopo una sosta da Starbucks a New York

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Immagine di Team Animal House -
Team Animal House -
Immagine di Tempo di lettura: 3 minuti
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Missy trova famiglia dopo una sosta da Starbucks durante una giornata che, all’inizio, doveva essere semplicemente una pausa dalla vita in rifugio.

Aveva circa un anno e da un mese viveva al Bideawee, una storica organizzazione animalista di New York.

Quel 15 settembre, però, Missy era fuori dal box.

Bryan Reisberg, content creator conosciuto per portare i cani dei rifugi in giro per la città dentro uno speciale zaino, l’aveva scelta per una delle sue giornate dedicate a mostrare gli animali adottabili in un contesto completamente diverso dalle gabbie di un canile.

Nessuno poteva immaginare che una semplice sosta per un caffè avrebbe cambiato tutto.

L’incontro davanti a un caffè

Steve Wruble stava aspettando il proprio turno in uno Starbucks di New York quando notò un cane che spuntava dallo zaino sulle spalle di Bryan.

Si avvicinò.

Missy lo guardò, lui iniziò ad accarezzarla e lei gli leccò immediatamente il viso.

Quel contatto durò pochi istanti, ma bastò.

Wruble, psichiatra di 66 anni, raccontò in seguito di essersi affezionato a lei praticamente subito. Non possedeva un cane da circa 14 anni, eppure quell’incontro aveva riaperto qualcosa che pensava ormai lontano.

Lasciò i propri contatti al rifugio.

Poi proseguì la giornata.

Ma Missy continuava a tornargli in mente.

 

“A volte una famiglia non nasce dopo settimane di ricerca: può cominciare con uno sguardo mentre aspetti un caffè.”

Quell’incontro non era stato programmato.

Steve non era entrato da Starbucks per adottare un cane e Missy non era uscita dal rifugio sapendo che avrebbe incontrato il suo futuro umano.

È stata semplicemente messa nella condizione di farsi conoscere.

Ed è bastato perché qualcuno la vedesse davvero.

Fonte: The Washington Post

Fonte: The Washington Post

Una giornata fuori dal rifugio può cambiare molto

Il lavoro di Bryan Reisberg nasce proprio da questa idea.

Portare fuori i cani permette alle persone di incontrarli lontano dall’ambiente stressante del rifugio, dove rumori, spazi ristretti e attese prolungate possono influenzarne il comportamento.

Bideawee stessa sottolinea come pause dal canile, affidi temporanei e momenti trascorsi fuori dal box possano aiutare gli animali a ridurre lo stress e mostrare meglio la propria personalità.

Nel caso di Missy, Reisberg aveva raccontato che stava vivendo una forma di kennel stress, una condizione che può manifestarsi quando la permanenza in struttura diventa emotivamente pesante. Fuori dal rifugio, invece, il suo atteggiamento appariva molto più rilassato.

Quel giorno, quindi, non si trattava soltanto di fare una passeggiata.

Era un’occasione per essere vista per ciò che era fuori da un box.

Steve torna a casa ma continua a pensare a lei

Dopo aver salutato Missy, Steve continuò la propria giornata.

La sera, però, la decisione era ormai presa.
Voleva adottarla.

Tre giorni dopo si presentò al rifugio Bideawee per portarla a casa. Quando la rivide, Missy scodinzolò mentre lui la accarezzava.

Steve era visibilmente emozionato.
Pensava solo che stessero per ritornare a casa insieme.

Missy sarebbe diventata Misty, il nome scelto per iniziare insieme quel nuovo capitolo.

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Più di sessanta passeggiate e un’adozione quasi immediata

Reisberg aveva già portato fuori oltre sessanta cani dei rifugi attraverso questo tipo di iniziative.

Molti avevano poi trovato una famiglia.

Ma Missy rappresentava qualcosa di particolare: secondo quanto raccontato, nessuno era stato adottato così velocemente direttamente grazie a un incontro avvenuto durante una di quelle uscite.

La sua storia mostra quanto possa contare la visibilità.

Un cane dentro un box può essere uno dei tanti.

Lo stesso animale incontrato per strada, in un parco o davanti a un caffè può finalmente mostrare il modo in cui guarda, interagisce e cerca contatto.

Non cambia il cane. Cambia il modo in cui le persone hanno la possibilità di conoscerlo.

Quando uscire dal rifugio significa avere una possibilità in più

Programmi di questo tipo non garantiscono automaticamente un’adozione.

Ma possono creare occasioni che all’interno di una struttura difficilmente esisterebbero.

Portare un cane in città significa farlo incontrare a persone che magari non avevano mai pensato di entrare in un rifugio.

Nel caso di Steve è successo esattamente questo.
Non stava cercando attivamente un cane.

Non aveva programmato un’adozione.
Poi Missy gli ha leccato il viso.

E tre giorni dopo vivevano insieme.

Fonte: The Washington Post

Fonte: The Washington Post

Cosa resta davvero

La storia di Missy non parla soltanto di una coincidenza fortunata.

Parla anche di quanto sia importante dare agli animali dei rifugi la possibilità di essere conosciuti fuori dalle loro gabbie.

Per circa un mese Missy aveva aspettato una famiglia.
Poi è uscita per qualche ora.

Ha attraversato New York dentro uno zaino.
Si è fermata da Starbucks.

E ha incontrato una persona che non sapeva ancora di essere pronta ad accoglierla.
A volte servono settimane di appelli e incontri.

Altre volte basta un momento.

Per Missy, la strada verso casa è cominciata davanti a un caffè.

 

Autore: Mauro Calabrese

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