Il cane soccorritore Tsunami oggi ha una statua tutta sua.
È un Border Collie di 9 anni che, insieme al suo conduttore Jorge Beens, ha lavorato tra le macerie dopo i violenti terremoti che hanno colpito il Venezuela il 24 giugno 2026.
Il suo olfatto e l’addestramento nella ricerca di persone sepolte lo hanno portato dove per i soccorritori umani sarebbe stato molto più difficile arrivare.
Durante quelle operazioni, diverse ricostruzioni gli attribuiscono la localizzazione di almeno 26 persone, mentre Beens ha parlato di un numero ancora superiore.
Qualunque sia il bilancio definitivo, una cosa è certa:
Tsunami è diventato uno dei simboli dei soccorsi dopo il sisma.
Tra le macerie alla ricerca di chi era ancora vivo
Tsunami è addestrato a riconoscere la presenza di persone vive sotto edifici crollati.
Durante l’emergenza venezuelana ha lavorato insieme alle unità cinofile del K-SAR ECID, muovendosi tra cemento, detriti e strutture instabili.
Uno degli interventi documentati da ANSA avvenne alle Residenze Rita, a Caracas, dove il Border Collie segnalò la presenza di un uomo anziano rimasto intrappolato, permettendo ai soccorritori di raggiungerlo.
In situazioni del genere anche pochi minuti possono cambiare tutto.
Un cane da ricerca non sposta le macerie: indica agli uomini dove concentrare immediatamente gli sforzi.
Ed è proprio questa capacità a rendere i binomi cane-conduttore fondamentali nelle ore successive a un disastro.
“Tra tonnellate di cemento, l’olfatto di un cane può indicare il punto esatto in cui esiste ancora speranza.”
Il lavoro di Tsunami non consiste soltanto nel correre tra le macerie.
Dietro ogni segnalazione ci sono anni di addestramento, fiducia con il proprio conduttore e capacità di lavorare anche in ambienti estremamente complessi.
È questa combinazione ad averlo trasformato da cane salvato a cane capace, a sua volta, di aiutare gli altri.
Fonte: GreenMe
Fonte: GreenMe
Prima di salvare vite, era stato lui a essere salvato
La parte più sorprendente della sua storia arriva da molto prima del terremoto.
Tsunami venne recuperato nel 2017 dopo aver vissuto una situazione di abbandono e maltrattamento. Successivamente iniziò il percorso di formazione che lo avrebbe trasformato in un cane specializzato nella ricerca e nel soccorso.
Da allora ha partecipato a numerose emergenze, dentro e fuori dal Venezuela.
Tra queste figurano il terremoto in Turchia del 2023 e le operazioni successive alle frane di Las Tejerías ed El Castaño.
La sua storia ha quindi un significato particolare.
Un animale che aveva bisogno di essere protetto è diventato, con il tempo, parte di una squadra incaricata di proteggere vite umane.
Maracaibo gli dedica il “Guardiano della Speranza”
Il 16 settembre 2026 la città di Maracaibo ha deciso di trasformare quella storia in qualcosa destinato a rimanere.
Nel parco Vereda del Lago è stata inaugurata una statua dedicata a Tsunami, alla presenza del cane, del suo conduttore e delle autorità cittadine.
L’opera, realizzata dallo scultore venezuelano Josué Benjamín Figueroa, è stata chiamata “Guardián de la Esperanza”, cioè “Guardiano della Speranza”.
Durante la cerimonia Tsunami ha ricevuto anche riconoscimenti ufficiali, tra cui la Medaglia al Valore del Corpo dei Vigili del Fuoco di Maracaibo.
Non una statua dedicata semplicemente a un cane famoso.
Un monumento al lavoro delle unità cinofile che entrano nei luoghi da cui tutti gli altri stanno cercando di uscire.
Dietro Tsunami c’è anche il lavoro di un binomio
Quando si raccontano storie come questa, è facile concentrare tutta l’attenzione sul cane.
Ma un cane da soccorso non lavora mai davvero da solo.
Tsunami forma un binomio operativo con Jorge Beens, fondatore e direttore del Centro di Formazione delle Unità Cinofile per l’Intervento nei Disastri.
Tra cane e conduttore deve esistere una comunicazione costruita attraverso esercizi continui, esperienza sul campo e fiducia reciproca.
Il cane cerca. Il conduttore interpreta. La squadra di soccorso interviene.
È una catena nella quale ogni elemento deve funzionare correttamente, soprattutto quando intorno ci sono macerie, rumore, persone ferite e strutture instabili.
La statua di Maracaibo celebra Tsunami, ma racconta indirettamente anche il valore di tutti i binomi cinofili impegnati nelle emergenze.
Da vittima di maltrattamento a simbolo dei soccorsi
Forse è proprio il passato di Tsunami a rendere il suo percorso ancora più significativo.
Non nasce come un cane privilegiato destinato fin da cucciolo a diventare famoso.
La sua storia comincia con un salvataggio.
Poi arrivano l’addestramento, le missioni e infine una statua che oggi lo ritrae in uno dei luoghi pubblici più conosciuti di Maracaibo.
Il monumento non cancella ciò che ha vissuto.
Al contrario, rende ancora più evidente quanto possa cambiare il destino di un animale quando incontra persone, cure e un percorso capace di valorizzarne le capacità.
Prima qualcuno ha dato una seconda possibilità a Tsunami. Anni dopo, Tsunami ha contribuito a darne una ad altre persone.
Fonte: TG LA7
Fonte: TG LA7
Cosa resta davvero
Una statua può sembrare soltanto un riconoscimento simbolico.
Nel caso di Tsunami racconta invece un percorso che parte dall’abbandono e arriva fino alle macerie di alcuni dei disastri più difficili degli ultimi anni.
Oggi il Border Collie è diventato uno dei volti più conosciuti del soccorso cinofilo venezuelano.
Dietro di lui restano persone individuate sotto le macerie, missioni affrontate insieme al suo conduttore e centinaia di ore di preparazione che nessuna fotografia può raccontare completamente.
E nella Vereda del Lago, a Maracaibo, resterà anche la sua immagine in bronzo.
Quella di un cane che un giorno aveva bisogno di essere salvato e che, crescendo, ha imparato a cercare chi aveva bisogno di lui.
Autore: Mauro Calabrese