Il cane bagnino Otto è diventato uno dei protagonisti più amati della spiaggia di Mondello, a Palermo. Un Labrador nero, addestrato per il soccorso in acqua, che ha lavorato accanto ai volontari impegnati nella sicurezza dei bagnanti.
La sua storia è tornata a circolare nell’estate del 2026, quando i media hanno raccontato il percorso di questo animale ormai anziano. Ma l’intervento che lo rese celebre risale all’agosto 2018, quando Otto aveva quattro anni e contribuì a ritrovare un ragazzo disperso in mare.
Dietro la sua fama non c’è soltanto un salvataggio emozionante: ci sono anni di addestramento, lavoro di squadra e una relazione costruita sulla fiducia con il suo conduttore.
Dalla spiaggia ai primi interventi di soccorso
Già nel 2016 Otto era presente sulla spiaggia di Mondello insieme ad altri cani preparati per il salvataggio acquatico. Alternava momenti di gioco con i bambini a esercitazioni in cui imparava a raggiungere persone in difficoltà e collaborare con i soccorritori.
Il progetto coinvolgeva unità cinofile, assistenti bagnanti e operatori specializzati, con un obiettivo preciso: offrire un aiuto in più quando una situazione in mare diventa pericolosa.
Â
“La forza di Otto non era soltanto saper nuotare: era aver imparato a usare le proprie capacità al servizio delle persone.“
Per arrivare a quei risultati servivano esercizi costanti, ascolto e una perfetta intesa con chi lo guidava. Un cane da salvataggio non improvvisa un intervento: viene preparato a far parte di una squadra.
Fonte: Live Sicilia
Fonte: Live Sicilia
Il premio ricevuto dalla città di Palermo
Il suo impegno venne riconosciuto ufficialmente ancora prima del soccorso che lo avrebbe reso celebre sui giornali. Il 7 maggio 2017, il Comune di Palermo conferì a Otto la Tessera Preziosa del Mosaico Palermo, un riconoscimento dedicato a chi contribuisce alla vita della città .
Il premio valorizzava anche il lavoro dell’Associazione Cani Salvataggio e delle unità cinofile impegnate nelle attività di sicurezza e ricerca. Dietro un animale così preparato esiste infatti una rete di persone che investe tempo e competenze nella prevenzione
Agosto 2018: Otto contribuisce a salvare un tredicenne
Il momento decisivo arrivò nell’agosto 2018. A Mondello una turista polacca aveva perso di vista il figlio di 13 anni. Le ricerche coinvolsero gli assistenti bagnanti e diverse squadre di emergenza, ma del ragazzo non si trovava traccia.
Otto intervenne insieme al suo conduttore, Alessandro Montes. Dopo aver annusato una maglietta del giovane, iniziò a cercarlo e rivolse la propria attenzione verso un movimento in acqua. Montes raggiunse il punto indicato dal Labrador e riuscì a recuperare il ragazzo, riportandolo a riva sano e salvo.
Quel ritrovamento cambiò l’esito di una giornata segnata dalla paura. Il contributo di Otto fu determinante per individuare dove intervenire, mentre il recupero venne completato dal suo conduttore: un esempio concreto di collaborazione tra cane e soccorritore.
L'addestramento dietro ogni intervento in mare
Labrador, Golden Retriever e Terranova vengono spesso impiegati nelle attività di salvataggio acquatico per le loro caratteristiche fisiche e la predisposizione al lavoro in acqua. Ma la razza, da sola, non basta.
Otto si allenava regolarmente con esercizi di recupero, simulazioni e lavoro accanto ai volontari. Ogni intervento richiede capacità di mantenere la calma, rispondere ai comandi e muoversi in sicurezza anche quando le condizioni diventano complicate.
Un cane bagnino non sostituisce i professionisti del soccorso: li affianca. La vera efficacia nasce dal coordinamento, dall’esperienza e dalla conoscenza reciproca tra animale e conduttore.
Nel 2026 Otto è un eroe ormai in pensione
A giugno 2026, durante un servizio televisivo dedicato ai cani bagnini di Mondello, l’addestratrice Viviana La Malfa parlò di Otto come di un Labrador di 12 anni e mezzo già diventato un eroe.
A fine agosto, un nuovo racconto della sua storia lo descrisse come un cane di circa 13 anni, ormai in pensione, ancora legato alla spiaggia e al mare che avevano accompagnato gran parte della sua vita.
Il muso segnato dall’età racconta oggi un capitolo diverso. Non più la corsa verso l’acqua durante gli allenamenti, ma il meritato riposo dopo anni trascorsi accanto a chi lavorava per proteggere i bagnanti.
Fonte: Balarm
Fonte: Balarm
Cosa resta davvero
La storia di Otto attraversa più di un decennio: dalle prime attività sulla spiaggia al premio della città , fino al ritrovamento del tredicenne e al racconto della sua pensione.
Ciò che lo rende speciale non è soltanto il coraggio attribuito ai cani da soccorso, ma la capacità di mettere addestramento e fiducia al servizio di un bisogno reale.
Mondello ha conosciuto un Labrador capace di giocare con i bambini e, quando necessario, aiutare una squadra durante un’emergenza.
Oggi Otto può finalmente riposare. Il suo posto nella storia dei cani bagnini di Palermo, invece, rimane.
Â
Autore: Mauro Calabrese