Lady era una gatta senza orecchie, ma non aveva perso la voglia di cercare il contatto con le persone. Quando arrivò alla Dane County Humane Society, un rifugio del Wisconsin, portava con sé le conseguenze di problemi alle orecchie che le provocavano dolore da tempo.
I veterinari dovettero prendere una decisione difficile. Per curarla fu necessario rimuovere entrambi i padiglioni auricolari, lasciandole un aspetto molto diverso da quello degli altri gatti ospitati nella struttura.
Poi un gesto semplice cambiò il modo in cui le persone cominciarono a guardarla: un’addetta del rifugio le preparò un paio di orecchie viola all’uncinetto. La fotografia fece il giro dei social e, nel giro di poche ore, Lady incontrò la sua futura famiglia.
La vicenda risale al gennaio 2020, ma continua a raccontare qualcosa di importante sulle adozioni degli animali con esigenze particolari.
Dal ritrovamento in strada a un intervento necessario
Lady, chiamata inizialmente Lady in a Fur Coat, era arrivata al rifugio nel dicembre 2019 dopo essere stata trovata randagia nei dintorni di Madison, negli Stati Uniti.
Il personale veterinario riscontrò infezioni croniche ed ematomi a entrambe le orecchie. Le condizioni dei padiglioni auricolari erano diventate così gravi da compromettere il suo benessere e rendere necessario un intervento chirurgico.
La scelta non riguardava l’estetica: l’obiettivo era interrompere una situazione dolorosa e permetterle di stare meglio. Dopo l’operazione, Lady poté concentrarsi sulla convalescenza e sulla possibilità di iniziare una vita diversa.
“Le mancavano due orecchie, non la capacità di affezionarsi. E qualcuno avrebbe presto imparato a guardarla oltre quell’assenza.“
Durante la permanenza in rifugio, la gatta continuava a cercare le persone, offrendo testatine affettuose e momenti di coccole. Era questo il lato di Lady che gli operatori desideravano far conoscere a una futura famiglia.
Fonte: Instagram
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Il cambiamento nell'aspetto non le aveva tolto l'udito
La perdita dei padiglioni auricolari non significa necessariamente perdere anche la capacità di sentire. Il padiglione è la parte esterna dell’orecchio, distinta dal condotto uditivo e dalle strutture interne coinvolte nell’udito.
Nel caso di Lady, le successive informazioni condivise dalla sua famiglia confermarono che il condotto uditivo e il timpano erano sani e che la gatta riusciva a sentire normalmente.
Non si trattava dunque di un semplice problema estetico, né di una disabilità da descrivere senza conoscere le sue condizioni. L’operazione era servita ad alleviare il dolore, mentre il suo comportamento quotidiano raccontava una gatta pronta a ricevere attenzioni.
Le due orecchie viola create da Ash Collins
Il personale del rifugio temeva che l’aspetto insolito di Lady potesse farla passare inosservata agli occhi di chi desiderava adottare un gatto.
Durante una conversazione tra colleghi nacque un’idea: realizzare un piccolo cappellino con due orecchie finte, capace di attirare l’attenzione senza nascondere la storia dell’animale.
Fu Ash Collins, che lavorava alla Dane County Humane Society, a mettersi all’opera. A casa realizzò all’uncinetto un accessorio morbido, con due orecchie viola, e lo portò in struttura il giorno successivo.
Con qualche bocconcino e un po’ di pazienza, Lady indossò il cappellino per alcune fotografie. Non era una protesi né un trattamento medico: era un modo creativo e temporaneo per aiutarla a farsi notare.
Il 14 gennaio 2020 il rifugio pubblicò su Facebook le immagini della gatta con il suo nuovo copricapo, accompagnandole con il racconto delle cure ricevute e un invito all’adozione.
La risposta fu rapidissima. Tra le persone raggiunte dal post c’era H Due, che lavorava come tecnico veterinario. Durante una pausa dal lavoro vide Lady, ne comprese il percorso medico e decise di contattare la struttura.
Secondo il successivo racconto rilasciato alla stampa locale, entro circa quattro ore dalla pubblicazione era già stato avviato il percorso per portarla a casa. Lady venne adottata quello stesso giorno, mentre il suo post continuava a circolare online.
La fotografia attirò l’attenzione, ma a rendere possibile l’adozione fu la scelta concreta di una persona pronta ad accoglierla, con le sue necessità e la sua storia.
Da Lady a Nora: il nuovo capitolo della sua vita
Dopo l’adozione, Lady entrò nella casa di H Due e della compagna Megan Simonson, dove vivevano già altri animali. La nuova famiglia scelse per lei un nome affettuoso: Nora No Ears, diventato poi anche Nora Jean The Earless Queen.
H Due conosceva il lavoro necessario per prendersi cura di animali con esigenze particolari e non considerava l’assenza delle orecchie un motivo per rinunciare all’adozione.
Nei controlli successivi non emersero problemi generali di salute. Nora, raccontò la famiglia, amava riposare sul divano e continuava a interagire con gli altri animali di casa.
Intanto la sua fotografia continuava a essere condivisa da giornali e pagine dedicate agli animali, quando ormai la gatta aveva già trovato il posto in cui vivere.
Il valore di raccontare gli animali oltre il loro aspetto
Il cappellino viola fu un elemento decisivo per attirare gli sguardi, ma la storia di Nora mette in evidenza un problema più ampio: gli animali che appaiono diversi possono essere giudicati prima ancora di essere conosciuti.
Una cicatrice, un arto mancante o un problema medico non raccontano da soli il carattere di un cane o di un gatto. Per scegliere consapevolmente un’adozione servono informazioni sulle cure necessarie, sul comportamento e sulla compatibilità con la famiglia.
Nel caso di Nora, il rifugio non nascose ciò che era successo. Le immagini delle orecchie all’uncinetto accompagnarono una spiegazione chiara della sua situazione, permettendo a chi la vide di interessarsi a lei per davvero.
Rendere visibile un animale è il primo passo. Aiutarlo a trovare la famiglia giusta richiede attenzione, responsabilità e continuità.
Fonte: Instagram
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Cosa resta davvero
Lady entrò in rifugio come una gatta randagia che aveva bisogno di cure. L’intervento le tolse i padiglioni auricolari, ma le restituì la possibilità di vivere senza quel dolore persistente.
Ash Collins le regalò un cappellino fatto a mano. Una fotografia permise a tante persone di scoprirla e, tra loro, ci fu qualcuno che non si fermò a guardare: decise di adottarla.
Il nome cambiò da Lady a Nora, così come cambiarono le sue giornate. Quella che sembrava una particolarità capace di ostacolare l’adozione diventò l’occasione per raccontare il suo carattere e trovare una persona preparata ad accoglierla.
Le orecchie viola l’hanno resa famosa. Le persone che hanno scelto di prendersi cura di lei le hanno dato una casa.
Autore: Mauro Calabrese